GERARDO MARAZZI

 

gerardo marazzi

 

"La mia pittura segue il tema:"dinamica evocativa”, fin dall’inizio del mio operare e nasce come percorso "ideale". Obbliga l'osservatore a leggere come in un racconto le sensazioni dei colori ed i simboli dell’opera: coinvolgendolo e attraendolo all'interno, poiché le immagini evocate sono le stesse che ognuno cela nel profondo cosmo mentale, i simboli.

Il dinamismo delle opere crea continui capovolgimenti dei piani prospettici d'osservazione, diminuendo ed aumentando la tensione psicologica: che in talune tele, sfocia nell'ansia esasperata; in altre, le forze contrapposte e bilanciate si misurano in un “divenire" sensuale ed etereo, un equilibrio che porta alla tranquillità. La lettura del quotidiano attraverso il filtro, non del sogno, ma dell'immaginario, porta una notevole liricità alle mie opere, sicuramente più difficili da comprendere quelle datate fino al 2009.

Alcuni barocchismi del tutto spontanei conducono ad un immaginario che dissocia dagli altri "ismi" largamente riconosciuti, anzi le citazioni evidenti in talune tele sono più mentali che pittoriche. La ricerca é il colore, che diventa forma, tensione, figure, spazi, architetture ma soprattutto sentimento, sfruttando la grande potenzialità emotiva della luce. Il dipingere è un'operazione artificiosa all'origine. Imprimere sopra un pezzo di stoffa "tesa" un qualcosa che ècreato dall'espressione di un pensiero è totalmente impossibile nell'immediato; l'immagine di esso (l'idea) si evolve dinamicamente assumendo connotazioni differenti ad ogni istante. Per tanto il quadro dipinto non è altro che la parte di un discorso più ampio, un fotogramma con le proprie connotazioni ed il suo divenire, così l'opera può essere letta in una molteplicità globale. La stessa luce in cui si colloca il qudro cambia la sensazione della percezione.

Nelle tele di "la seduzione del drago, Cina" le architetture sono divenute colore e lampi di memoria emotiva. Ha riscoperto quello che il colore è effettivamente nella "natura", materia che muta.

Dipinti di getto in poco più di un mese, alle 12 tele ha associato, nel realizzarle, immagini, ricordi, profumi e suoni di un viaggio che sicuramente è stato un ritrovare se stessi."

Gerardo Marazzi